Visori XR, EirSurVision, collaborazione a distanza e robotica stanno aprendo un nuovo capitolo della medicina veterinaria
Per molti anni la chirurgia mini-invasiva ha evoluto strumenti, telecamere e qualità delle immagini senza cambiare realmente un elemento fondamentale della sala operatoria: il monitor.
Il chirurgo opera sul paziente, ma continua spesso a dover adattare postura e sguardo alla posizione di uno schermo fisico.
L’arrivo dei visori di nuova generazione sta iniziando a cambiare questo paradigma. Immagini laparoscopiche, endoscopiche, diagnostica e informazioni cliniche possono oggi essere portate direttamente nello spazio visivo dell’operatore e collocate virtualmente dove risultano più utili.
Il 2024 ha rappresentato un’accelerazione importante con l’arrivo di Apple Vision Pro, che ha portato il concetto di spatial computing fuori dai laboratori e verso applicazioni professionali concrete.
VR, AR, MR e XR: cosa cambia?
La Virtual Reality (VR) immerge l’utilizzatore in un ambiente digitale.
La Augmented Reality (AR) sovrappone contenuti digitali alla realtà.
La Mixed Reality (MR) permette invece agli elementi digitali di convivere e interagire con lo spazio fisico.
XR – Extended Reality è il termine che comprende queste diverse tecnologie.
Lo spatial computing compie un passo ulteriore: finestre, applicazioni, immagini e strumenti diventano oggetti organizzabili nello spazio tridimensionale.
Per la chirurgia questo significa una cosa molto concreta: il monitor non deve più essere necessariamente appeso a una parete o posizionato su un carrello. Può seguire le esigenze del chirurgo.
Questa è una delle differenze più interessanti rispetto alle prime generazioni di realtà aumentata basate su display trasparenti: i moderni sistemi di mixed reality con video passthrough permettono di integrare il mondo reale e i monitor virtuali con maggiore controllo su contrasto, posizione e dimensione.


Dall’Apple Vision Pro a EirSurVision
Nel 2024 la Clinica Veterinaria Giaconella di Roma ha iniziato a sperimentare l’integrazione di Apple Vision Pro nella chirurgia laparoscopica veterinaria.
La prima difficoltà non era indossare un visore. Era connettere realmente la sala operatoria al visore.
Le apparecchiature mediche utilizzano sorgenti video differenti e i normali sistemi di mirroring o cablaggio mostravano inevitabilmente dei limiti. Da questa esperienza è nato EirSurVision, software sviluppato da Dynacode con la supervisione scientifica del Dott. Roberto Giaconella.
L’obiettivo non è semplicemente duplicare uno schermo.
EirSurVision nasce con l’idea di creare una vera interfaccia digitale della sala operatoria: acquisire immagini provenienti da differenti sorgenti, distribuirle nello spazio virtuale, consentire la collaborazione a distanza e mettere in comunicazione operatori e dispositivi.
In questo modo l’immagine laparoscopica può essere posizionata davanti al chirurgo, spostata, ridimensionata e affiancata ad altre informazioni senza riempire fisicamente la sala di monitor.
Dal vedere al poter interagire
Il passaggio successivo è forse ancora più interessante.
EirSurVision non è stato pensato soltanto per ricevere informazioni, ma per costruire progressivamente un’infrastruttura capace anche di comunicare con dispositivi connessi.
È qui che spatial computing e robotica iniziano a incontrarsi.
Presso la Clinica Veterinaria Giaconella è attualmente in fase di test un sistema robotico prototipale sviluppato nell’ambito della collaborazione tra VNC Tech, GG Animal Service e l’ingegnere Greta Russi.
Il progetto esplora l’utilizzo di un robot modulare come supporto e sistema di posizionamento per strumentazione e dispositivi ottici.
L’integrazione tra robotica ed EirSurVision apre uno scenario completamente nuovo: il professionista del futuro potrebbe non limitarsi a vedere a distanza, ma potrebbe progressivamente essere in grado anche di interagire fisicamente con l’ambiente remoto attraverso sistemi robotici.
Non significa che oggi sia già possibile eseguire indistintamente un intervento chirurgico veterinario da casa. Siamo ancora nel campo della ricerca, dello sviluppo, della validazione e della necessaria valutazione di sicurezza.
Ma tecnologicamente il passaggio è evidente: prima abbiamo portato gli occhi del veterinario a distanza; il prossimo passo è studiare come portare anche le sue mani.
Perché la robotica può essere particolarmente interessante in veterinaria
In medicina veterinaria la robotica non significa necessariamente replicare i costosissimi sistemi chirurgici utilizzati in medicina umana.
Potrebbero essere ancora più interessanti sistemi modulari capaci di assistere il veterinario in compiti specifici: mantenere stabile una telecamera, posizionare strumenti, supportare procedure mini-invasive o permettere il controllo di alcune apparecchiature da una posizione più sicura.
Ci sono inoltre situazioni nelle quali allontanare fisicamente l’operatore dalla sorgente di rischio potrebbe avere un valore particolare: procedure nelle quali vengono utilizzate radiazioni ionizzanti, gestione di pazienti difficili o pericolosi, ambienti contaminati o attività che richiedono posture prolungate e poco ergonomiche.
L’obiettivo non è sostituire il veterinario.
È permettergli di lavorare con maggiore precisione, ergonomia e sicurezza.

Una sala operatoria senza pareti
Un’altra conseguenza della digitalizzazione è la possibilità di portare virtualmente uno specialista all’interno della struttura.
Con EirSurVision un collega remoto può osservare ciò che vede l’operatore presente, seguire un esame e fornire supporto in tempo reale.
La Clinica Giaconella ha già sperimentato questo modello nella propria attività. Una professionista della struttura, durante la gravidanza, ha potuto continuare a collaborare a distanza: il collega presente con il paziente indossava il visore e la specialista poteva osservare l’esame e guidarlo nell’esecuzione di test specifici. Markdown incollato
Questo modello apre possibilità interessanti non soltanto per il teleconsulto, ma anche per formazione universitaria, training post-laurea, second opinion e teleproctoring.
Uno studente o un giovane chirurgo potrebbe osservare una procedura dalla stessa prospettiva dell’operatore. Uno specialista potrebbe assistere un collega distante centinaia di chilometri senza trovarsi fisicamente nella stessa sala.
Dalla laparoscopia alla LECS
La possibilità di integrare contemporaneamente differenti sorgenti video diventa particolarmente interessante anche per procedure cooperative.
La LECS – Laparoscopic and Endoscopic Cooperative Surgery combina laparoscopia ed endoscopia all’interno della stessa procedura.
In medicina veterinaria siamo ancora all’inizio di questo percorso, ma la possibilità di riunire in un unico ambiente digitale laparoscopia, endoscopia, imaging e collaborazione remota può favorire lo sviluppo di procedure sempre più avanzate.
Ed è qui che entra anche la comparative surgery: prendere conoscenze sviluppate in medicina umana e adattarle criticamente alle differenti anatomie, dimensioni e necessità dei pazienti veterinari. Markdown incollato
Apple ha aperto una strada, ma la competizione è appena iniziata
Apple Vision Pro ha avuto un ruolo importante nell’accelerare lo spatial computing, ma non sarà l’unica piattaforma.
Samsung con Galaxy XR, Google con l’ecosistema Android XR e Meta con la famiglia Quest stanno sviluppando approcci differenti alla mixed reality.
Per questo presso la Clinica Giaconella è stato avviato anche un percorso di studio comparativo tra differenti piattaforme XR, con particolare attenzione ad Apple Vision Pro e Samsung Galaxy XR. Markdown incollato
La domanda non sarà più semplicemente: “Possiamo utilizzare un visore in medicina veterinaria?”
La domanda diventerà:
“Quale tecnologia è migliore per ciascuna applicazione clinica?”
È arrivato lo smart working per i veterinari?
È volutamente una provocazione.
Un paziente continuerà ad avere bisogno di un veterinario presente. Un intervento continuerà ad avere bisogno di professionisti fisicamente responsabili della procedura.
Ma non tutto il lavoro veterinario deve necessariamente essere legato allo stesso luogo.
Supervisione specialistica, consulti, formazione, interpretazione di immagini e assistenza tra professionisti possono diventare progressivamente spazialmente indipendenti.
E con l’integrazione tra XR e robotica, in futuro anche una parte dell’interazione fisica con l’ambiente potrebbe diventare remota.
La sala operatoria non scompare.
Diventa connessa.
Il monitor non scompare.
Diventa spaziale.
Il robot non sostituisce il veterinario.
Può diventare uno strumento attraverso il quale il veterinario estende le proprie capacità.
Ed è forse questa la prospettiva più interessante : non creare semplicemente un’applicazione per un visore, ma contribuire alla costruzione di una vera infrastruttura digitale della clinica veterinaria, nella quale persone, immagini, dispositivi e — progressivamente — robot possano comunicare all’interno dello stesso ecosistema.
La nuova era della medicina veterinaria potrebbe essere già iniziata.
Roberto Giaconella (Clinica Veterinaria Giaconella)
